La dorifora della patata, insetto parassita

di Valentina

La Dorifora della Patata (Leptinotarsa decemlineata) è un insetto originario degli Stati Uniti, giunto in Europa tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. Inizialmente colonizzatore di solanacee spontanee ha man mano nelle sue terre d’origine attaccato le patate divenendo il loro principale parassita. In Italia è presenta dal 1943. Arrivato nel corso della guerra in Piemonte, questo insetto si è poi esteso in tutta la penisola.

Si tratta di un coleottero di circa 8-12 mm di lunghezza nella sua fase adulta ed ha un corpo caratterizzato da elitre di colore bianco-giallastro e dieci strisce nere longitudinale. Le uova sono di forma ellittica e cilindrica di colore giallastro e vengono deposte dalla femmina a gruppi ed incollate sulla superficie delle foglie. I danni che la dorifora della patata è in grado di causare si manifestano sulle foglie. Esse vengono mangiate completamente lasciando le piante di patate completamente defogliate. A quel punto la pianta muore o se abbastanza forte produce nuovi germogli laterali. Lo fa a scapito dei tuberi che rimangono di piccole dimensioni e numero.

La Dorifora si protegge dalle rigide temperature invernali nel suo stadio adulto interrata nel terreno ad una profondità di circa 20-30 cm per uscire fuori in primavera, iniziando immediatamente il loro attacco alla pianta di patate. Alla schiusura delle uova anche le larve iniziano a mangiare le foglie. Dopo tre settimane si interrano nel terreno per poi  uscirne come coleotteri adulti dopo qualche settimana.

La dorifora della patata può essere combattuta attraverso mezzi chimici e biologici. I primi sono a base di disinfestanti specifici, che devono essere utilizzati alla comparsa della prima infestazione, quando la pianta non è in fioritura. In tal caso il trattamento deve essere effettuato prima o dopo la stessa.

Attualmente è utilizzata più di sovente una lotta di tipo biologico contro questo insetto attraverso il Bacillus thuringiensis ssp. tenebrionis isolato nel 1982 e recentemente registrato per il controllo delle giovani larve di coleotteri, fra cui appare anche la Dorifora, e del Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki ceppo EG 2424. O attraverso  un imenottero eulofide, l’Edovum Pòlutteri,  in fase di sperimentazione a Perugia per capire se possa essere utilizzato senza problemi nelle colture. Esso mangia l’interno dell’uovo della dorifora o depone le proprie uova all’interno di quest’ultime.

Photo Credit | Thinkstock

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