Le erbe aromatiche di Ottobre

di Roberta

Le erbe e gli aromi che utilizziamo in cucina per le nostre pietanze provengono da vere e proprie piante dall’aspetto molto  particolare,  scopriamo insieme quelle che fioriscono in questo periodo.

IL CROCO
Dal bulbo di una particolare specie di Croco (Sativus) sbocciano dei fiori lillà e profumati, dai quali si ricava lo zafferano, una delle sostanze aromatiche e coloranti più note e diffuse in gastronomia. Lo zafferano si ricava dall’essiccamento degli stimmi rosso-arancio del croco suddetto, stimmi coperti della nota polvere.

Si coltiva con facilità, come le altre bulbose a fioritura autunnale, ossia interrandole verso la fine agosto, in terra soffice e un po’ sabbiosa, ben concimata. I bulbi dei crochi da cui si estrae lo zafferano si coltivano industrialmente soprattutto in Puglia e Calabria; per avere un etto di zafferano occorrono gli stimmi di ben 20.000 fiori; attualmente, gran parte dello zafferano posto in vendita è di origine sintetica.

Come dicevo prima, lo zafferano, serve a colorare risotti, dolci o altre vivande e trova impiego nei liquori o nella preparazione di vivande da conservare sott’olio.

LA NOCE MOSCATA
È questa una notissima essenza aromatica che si presenta sotto forma di un grande albero che produce molte piccole noci che una volta grattugiate forniscono una polvere bruna, profumatissima.
Di grandissimo uso in tutto l’Oriente e presso i popoli slavi, la noce moscata è considerata un buon afrodisiaco ed entrava nella composizione dei più noti «filtri» d’amore.

Si coltiva soltanto nei paesi d’origine, ossia nelle zone tropicali, dove questa pianta trova l’habitat ideale per le sue esigenze: temperatura elevata e priva di sbalzi, intensa umidità atmosferica e periodi di parziale siccità seguiti da forti piogge.

Serve per dare un aroma e sapore caratteristici ai ripieni, alla selvaggina, ai dolci di tipo regionale, a liquori e bevande.

LA SATUREIA
Questa simpatica pianticella erbacea perenne, cresce spontanea su tutte le nostre montagne e in collina e viene ampiamente utilizzata per il suo profumo intenso e fresco che ricorda da vicino quello del timo e dell’origano. Dato il suo portamento strisciante, è molto decorativa anche per roccaglia o per i muri a secco.

Si coltiva abbastanza facilmente, in terra soffice e un po’ sabbiosa, senza eccessive annaffiature, irrorandola frequentemente per ricreare, almeno in parte, le condizioni ambientali tipiche delle zone in cui la satureia cresce spontaneamente.

Serve per preparare ottimi liquori (mettendola a macerare nella grappa e con l’aggiunta di zucchero, miele e altre erbe), per profumare arrosti di selvaggina e anche per i piatti a base di funghi.

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