Mai più piante velenose grazie a ingegneria genetica?

di Valentina

Molte piante difendono la loro bellezza dall’attacco degli animali attraverso delle sostanze tossiche caratterizzanti i loro elementi principali. E’ palese che un animale erbivoro in cerca di cibo mangerà qualsiasi pianta sembri appetibile che incontrerà nel suo cammino. Come risolvere il problema degli avvelenamenti degli animali? Privando alcune piante della loro velenosità in laboratorio.

Si tratta d’ingegneria genetica. Un gruppo di ricercatori dell’università di Copenaghen, dopo anni di lavoro e tentativi è riuscito ad eliminare le tossine da una specifica pianta molto gradita agli animali di cortile, il ravizzone. Pensiamo un attimo agli sviluppi che un approccio di questo genere avrebbe sulla coltivazione e sull’allevamento. Non solo smetterebbero di verificarsi dei gravi casi di avvelenamento ma si renderebbero disponibili una grande quantità di risorse per la nutrizione degli animali da carne, senza che nessun ecosistema venga disturbato.

Entriamo nello specifico del ravizzone. Conosciuto anche con il nome di brassica campestris, questa pianta di tipo annuale e biennale, produce per difendersi dall’estirpazione e dal consumo esterno, i glucosinolati, sostanze che risultano tossiche in grandi quantità per gli animali. Un vero peccato visto che questa pianta è ricca di proteine. Nello studio pubblicato sulla rivista di settore Nature, gli scienziati hanno spiegato come attraverso questa nuova tecnologia, sia possibile eliminare la velenosità delle parti edibili della pianta. Ci sono voluti sedici anni per giungere a questo risultato.

Commenta Barbara Ann Halkier, coordinatrice della ricerca:

Abbiamo agito su due proteine che trasportano i glucosinolati nei semi della pianta eliminando queste due proteine, la pianta diventa totalmente libera da queste sostanze, ed è quindi completamente utilizzabile per nutrire gli animali.

Gli scienziati si concentreranno ora per comprendere e verificare su quante e quali piante sarà possibile mettere in atto questo approccio. Sarebbe bello potere applicare questa tecnica anche a piante molto belle ma tendenzialmente mortali come quelle contenute nel Giardino dei Veleni di Alnwick.

Photo Credit | Thinkstock

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