La “Quercia delle streghe” potrebbe diventare un bene paesaggist​ico

di gianni puglisi

Chi ha letto “Le avventure di Pinocchio”, il celebre burattino creato dalla penna di Carlo Collodi, ricorderà senz’altro la quercia sotto alla quale Pinocchio seppellì i denari durante il cammino verso il Paese dei Balocchi; bene, secondo la leggenda la pianta in questione sarebbe la “Quercia delle streghe” di San Martino in Colle, una frazione di Capannori, in provincia di Lucca, una quercia di circa 600 anni.

Proprio in virtù dell’esistenza secolare della Quercia delle streghe, e delle leggende ad essa collegate che l’hanno resa celebre in tutta Italia, il Comune di Capannori, in collaborazione con il WWF, ha chiesto alla Regione Toscana di far diventare la pianta un bene paesaggistico, tramite l’inserimento in un apposito elenco; diventare un bene paesaggistico significherebbe il riconoscimento ufficiale del valore storico, estetico, naturale e culturale della pianta.

La Quercia delle streghe è una Quercus Robur altra 24 metri con una circonferenza di 4,5 metri e una chioma con un diametro di oltre 40 metri, che si trova nel parco di Villa Carrara a San Martino in Colle e che pare risalga al Quattrocento. Su questa straordinaria pianta ci sono ben due leggende; la prima narra che essa fosse il punto di ritrovo delle streghe, le quali compivano i loro riti e le loro danze sui rami della quercia: ecco spiegato il perché della sua forma schiacciata e dei rami sviluppati in orizzontale dovuti, appunto, alle ripetute danze delle streghe.

La seconda leggenda, invece, riguarda appunto Pinocchio che avrebbe sotterrato i suoi denari proprio sotto alla quercia; se il Paese dei Balocchi è una rappresentazione del Settembre Lucchese, la pianta si trova proprio lungo la strada che collega il paese di Collodi a Lucca e, quindi, potrebbe proprio essere quella sotto alla quale Pinocchio sotterrò le sue monete d’oro.

Oltre alla Quercia delle streghe, l’amministrazione di Capannori ha intenzione di tutelare altre tre piante secolari del territorio: il leccio di Villa Leone a San Gennaro, che ha 300 anni, il platano di Villa Controni a Badia di Cantignano e il cipresso in località “Alla chiesa” a San Pietro a Marcigliano, tutti e tre alberi ultra centenari.

[Fonte & Foto]

 

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