Significato dei fiori, il gelso

di Valentina

Il gelso è una di quelle piante che con l’arrivo della primavera iniziano a regalarci non solo un gradevole spettacolo visivo, ma che si preparano a regalarci dei frutti incredibilmente buoni e succosi. Vogliamo vedere insieme il suo significato all’interno del linguaggio dei fiori?

Questa pianta, sebbene ormai perfettamente ambientatasi nel nostro paese ed in alcune zone addirittura capace di crescere e riprodursi spontaneamente, è originaria dell’Asia centrale. Storicamente da noi è giunta grazie alla produzione della seta. Sapevate che il baco che produce questo pregiato filamento è ghiotto delle sue foglie?

Nel linguaggio dei fiori, il suo significato può cambiare a seconda della varietà: di solito il gelso nero indica saggezza, mentre il gelso bianco è di solito espressione di una vanità simpatica e non esagerata. Esso può anche rappresentare il benessere psicofisico e la sicurezza interiore.

Ve ne sono diverse di leggende che hanno il gelso come protagonista. La migliore però è senza dubbio quella che riguarda la storia d’amore di Piramo e Tisbe a Balilonia. I due bambini nacquero narra la storia, in case vicine. I bambini divennero amici che crescendo tramutarono i loro sentimenti in amore. I loro padri erano però contrari alle loro nozze. Questo impedimento non fece altro che far crescere il loro amore, vissuto di nascosto tra piccoli cenni e gesti attraverso una fessura che esisteva nel muro delle loro case, nella parete comune.

Una sera, non potendone più di questo muro che bloccava la loro possibilità di toccarsi, decisero di scappare insieme, incontrandosi presso il sepolcro di Nino, dove si trovava un albero di gelso ai margini di una fonte. Tisbe arrivata prima al luogo dell’appuntamento, vide un leonessa. Impaurita scappò, perdendo il velo. Questo venne macchiato dal sangue dei buoi con i quali la grande felina stava pasteggiano. Piramo, non vedendo la sua amata ma solo il velo stappato e sporco, penso che la giovane fosse morta e si uccise con il suo pugnale, sporcando di sangue il suolo ed il gelso. Tornando sui suoi passi, Tisbe pianse sull’uomo morente e decise di raggiungerselo pugnalandosi. Il sangue penetrò, secondo la leggenda, nelle radici della pianta e gli dei, commossi dalla loro storia, fecero in modo che i frutti di gelso passassero da bianchi a neri nella maturazione, grondanti succo rosso come sangue.

Photo Credit | Wikipedia

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