Xyella degli ulivi, tra abbattimenti e sperimentazioni

di Valentina

Cosa è cambiato in questi mesi per ciò che concerne la xylella per gli ulivi della Puglia. Poco e niente, con qualche barlume di speranza grazie ad una sperimentazione che sembra sottolineare come ci siano buone possibilità che l’infezione possa essere contenuta.

Gli abbattimenti degli ulivi sono ancora richiesti. E se alcuni contadini decidono di provvedere da soli per evitare possibili contagi, sono ancora molto diffusi i sit in per evitarne invece il taglio coatto di altri. Basta scorrere le cronache locali per avere un’idea di quanto la xylella, sebbene quasi del tutto scomparsa dalle cronache perchè ha smesso di fare notizia, sia ancora una parte importantissima della vita dei contadini e degli uliveti pugliesi. Fortunatamente non solo brutte notizie caratterizzano la lotta contro la xylella fastidiosa. Un gruppo di esperti ha infatti sostenuto nel corso di un incontro presso l’Istituto  Tecnico Agrario di Andria che sia possibile mettere in atto delle manovre di contenimento del disseccamento rapido dell’ulivo causato dal batterio. Come? Grazie ad un particolare formulato nutrizionale creato dall’agronomo Franco Tettamanzi insieme ad alcuni trattamenti endoterapici curativi già in utilizzo dai rappresentanti della Forestale.

La sperimentazione, che ha già dato buoni risultati, continuerà per due anni al fine di salvare gli ulivi centenari della zona e contemporaneamente verificare l’effettiva efficacia del metodo.  Una cura seria contro il batterio sembra ancora lontana da raggiungere: il riuscire a trovare qualcosa che consenta alle piante di sopravvivere comunque nonostante l’infezione è ad ogni modo un’eventualità auspicabile se dà modo di salvare gli ulivi dall’abbattimento.

Photo Credits | mythja / Shutterstock.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.