L'Abruzzo ed i fiori: luoghi da visitare

di Valentina

Il nostro viaggio nelle bellezze naturali di florovivaistica dell’Italia prosegue oggi con l’Abruzzo: era da tempo che non incontravamo una regione che incarnasse al suo interno uno spirito quasi prettamente montano : lo spettacolo variegato delle Marche, sebbene mozzafiato non riesce a incarnare quella ruralità naturale che i parchi del Abruzzo sono in grado di riprodurre. Tra i  luoghi che vi consigliamo di visitare di questa splendida regione vi è il Giardino della flora appenninica di Capracotta, il giardino botanico alpino di Campo Imperatore e l’orto botanico di Collemaggio.

Pur trattandosi di tre scorci tipici delle alture appenniniche, posti a non molti chiilometri di distanza, non è difficile scovare in loro quelle differenze in grado di rendergli esempi unici di bellezza vivaistica e floreale.

Partiamo dal Giardino della flora appenninica. Si tratta di un progetto pressoché recente (è stato costituito nel 1963) posto a circa 1525 m sopra il livello del mare e presenta al suo interno una qualità di acero esclusiva dell’appennino centro-meridionale. In realtà non rappresenta niente di precostituito: si tratta semplicemente di un parco naturale nel quale si tenta di conservare le specie autoctone della zona. Un mondo dove la biodiversità la fa da padrona e dove le culture tipiche del Abruzzo trovano ampio margine di respiro. Da visitare assolutamente i faggeti al suo interno.

Vi è poi il giardino botanico di Campo Imperatore, uno dei pochi giardini di altitudine presente sugli Appennini. Nasce nel 1950 per volontà di Vincenzo Rivera, membro del Consiglio Nazionale delle ricerche. Tutto è iniziato con delle piccole aiuole e dei prati messi in coltura per gli animali pascolanti del luogo: ora al suo interno, dopo la stabilizzazione del suolo e la sua ripulita, è possibile visionare non solo quella che è la flora tipica dell’habitat, ma anche tutta una serie di colture favorite “artificialmente” affinché non si perda la possibilità di studiarne il metabolismo. Al suo interno possiamo trovare primule, la violetta della maiella, ed ancora la genziana maggiore ed il genepi appenninico, due piante medicinali di una certa importanza.

Nell’orto botanico di Collemaggio, è infine possibile visionare almeno 460 specie differenti di piante tra quelle liberamente coltivate e quelle rese spontanee dagli esperti. Tra di loro anche il corbezzolo, la salvia marsicana e lo zafferano.

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