Assegnazione onoraria di ulivo ultra-millenario italiano a Michelle Obama

di Valentina

Il 25 maggio, nell’ambito del Festival della Dieta Med-Italiana, sarà ufficialmente firmata l’assegnazione onoraria de “La Regina”, un albero d’ulivo monumentale del salentino, alla first Lady americana Michelle Obama. Un gesto che nasce dal grande impegno della donna nella promozione di corretti stili di vita e della dieta mediterranea di cui l’olio d’oliva è grande protagonista.

Non vi è solo una simbologia importante dietro questo gesto: infatti tutto l’olio extravergine d’oliva che l’albero sarà in grado di produrre il prossimo autunno sarà inviato alla famiglia Obama presso la Casa Bianca.

Parliamo però di questo splendido protagonista verde. L’albero d’Ulivo denominato “La Regina” è una grandiosa pianta ultra-millenaria, appartenente alla varietà autoctona “Ogliarola Leccese”. Ha un’età stimata dagli esperti pari a oltre 1.400 anni e misura una circonferenza alla base di circa 14 metri.  E’ così imponente da essere raggiungibile addirittura su Google Maps. “La Regina” non è il solo esempio di albero millenario. Nello stesso appezzamento di terreno abbiamo altri ulivi dotati della stessa importanza, conosciuti con nomi altrettanto altisonanti: “Il Re”, “Il Faraone”, per farvi un esempio. A livello fruttifero, l’albero assegnato a Michelle Obama è in grado di arrivare a produrre fino a 6 quintali di olive, capaci di trasformarsi in circa 100 kg di ottimo olio extravergine d’oliva.

Ricordiamoci che l’ulivo è una pianta autoctona della nostra penisola da tempo immemorabile. E’ una pianta sempreverde che nelle giuste condizioni, come quest’assegnazione ci insegna, è in grado di vivere per millenni senza che le sue capacità di fruttificazione e germinazione ne siano toccate in maniera negativa. Si tratta una pianta che soffre in particolar modo il freddo ed i forti venti e che entra in riposo vegetativo in concomitanza con il periodo invernale.

La sua potatura deve avvenire prima della ripresa vegetativa in modo tale da non inficiare troppo il futuro raccolto autunnale.

Photo Credit | Thinkstock

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