Black Allium, l’aglio nero…alla liquirizia

di Valentina

Il mondo del florovivaismo ed orticolo ci ha abituato a nuove tipologie di fiori, piante sempre più colorate e modificate nell’aspetto, ma è sempre stato alquanto avaro in novità per ciò che riguarda le colture. Almeno fino ad ora. E’ stato, infatti, presentato un nuovo tipo di aglio, dal retrogusto di liquirizia e completamente…nero. Uno shock per gli occhi e a ciò che sussurra chi li ha provati, un’esplosione di gusto.

L’aglio alla liquirizia è stato presentato come” nuovo prodotto” con il nome di Black Allium il mese scorso al Salone Alimentaria tenutosi a Barcellona.

A livello visivo l’effetto è notevole. C’è chi ci scherza su dicendo che è come se vestisse una veste bianca con dell’intimo nero. In realtà questo particolare frutto della terra è nato per merito degli spagnoli, i quali, partendo da una varietà di aglio a denominazione protetta, il “Morado de las Pedroñeras” IGP dalla sfumatura caratteristica “violetta-rosata”, sono riusciti ad ottenere questa particolare colorazione. Senza, sottolineano i ricercatori che l’hanno creato, utilizzare dei particolari additivi, ma raggiungendo il “traguardo” attraverso modificazioni “naturali”.

Gli spicchi di questi bulbi di aglio differiscono in maniera sostanziale dai normali bulbilli. Non solo a livello visivo ma anche per ciò che riguarda le proprietà organolettiche e nutrizionali. La prima differenza è riscontrabile, come anticipato, nel sapore, che conquista un retrogusto di liquirizia al consumo. Una particolarità che non rende molto “facile” il suo utilizzo in cucina. Almeno a una prima analisi. L’Innofood by Neuron, l’azienda che l’ha creato, dopo dodici mesi di ricerca in collaborazione con società alimentari e biologiche, ha reso noto che per gustare al meglio il suo strano sapore, sia consigliabile mangiarlo crudo come aperitivo.

Cosa ne dite? Voi avreste il coraggio di provare questo insolito prodotto della terra? Sarà interessante scoprirne con il tempo le necessità colturali e la data di un’eventuale messa in commercio per la riproduzione.

 

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