Significato dei fiori: la dalia

di Valentina

Torniamo a parlare dell’immenso mondo del linguaggio dei fiori concentrando oggi la nostra attenzione su un fiore davvero particolare per colorazione e conformazione: la dalia. Questo fiore molto caratteristico è originario del Messico e dell’America centrale. Il suo trapianto in Europa fu tutt’altro che facile. Soprattutto a casa del viaggio molto lungo che nei secoli scorsi hanno dovuto affrontare i bulbi per passare da questa parte del globo. Esploriamone insieme il significato.

Si tratta di un fiore particolare, che nel corso dei decenni ha acquisito diversi significati, anche se quello che più lo ha contraddistinto nel tempo è sicuramente quello della precarietà.  Si potrebbe scherzarci su dicendo che la dalia potrebbe diventare il fiore ufficiale per milioni di italiani. Ma quello che rimane ed è incontrovertibile è che per molto tempo questa fioritura è stata legata ai sentimenti. Ed a seconda delle epoche ha rappresentato l’attesa di una dichiarazione. O al contrario un simbolo  quasi di tradimento per la sua connotazione di “indecisione” se regalata nei confronti di un rapporto.

Si sa che Goethe, lo scrittore, la amasse così tanto a tal punto di elogiarne in più occasioni la bellezza. E non di rado le casalinghe la utilizzavano nelle proprie ricette a base di fiori. Sono molte le testimonianze trovate in tal senso.  La dalia era considerata un simbolo di presagio, e spesso veniva considerata una messaggera di lieti eventi. Nascite, felicità, o come giù accennato l’anticipazione di una dichiarazione d’amore.

I primi fiori di Dalila o Dahila giunsero da noi intorno alla fine del 700 e furono inizialmente chiamate Giorgine, in onore del botanico russo Georgi. Una curiosità interessante gira attorno ad un premio, istituito nel 1864. Una società orticola inglese promise infatti 50mila sterlina a chi, tramite incrocio o ibrido fosse riuscito a creare una dalia blu. Il premio, a tutt’oggi, come accadde per la rosa azzurra, è ancora disponibile.

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