Sputacchina, insetto parassita

di Valentina

Oggi parleremo di un insetto molto comune, sia nei nostri prati che nelle nostre campagne. I segni del suo passaggio, specialmente in primavera, sono visibili a occhio nudo da chiunque e sulle piante più disparate. Volete sapere di chi vi stiamo parlando? E’ presto detto:  della Sputacchina, un nome che riunisce sotto il suo manto diverse tipologie di Philaneus spumarius.

Non lasciatevi spaventare dal nome: avete presenti quelle farfalline dalle ali che sembrano grigiastre che usiamo chiamare falene senza soffermarci troppo sul loro aspetto? Bene, avete appena inquadrato la sputacchina più comune. Scientificamente parlando parliamo di un insetto dell’ordine dei rincoti, del sottordine dei comotteri e appartenente alla famiglia degli afroforidi. Questi piccoli ma tutt’altro teneri animaletti non hanno una pianta ospite ben precisa. Sono appartenenti ad una specie polifaga e quindi si nutrono di tutto ciò che è verde. Possono arrivare a creare danno alle viti, alle fragole, all’erba medica, ma anche alle rose ed alle piante dell’orto. Personalmente posso assicurarvi di averle viste anche sopra a piante di tarassaco nel mio giardino.

Gli adulti sono caratterizzati da un corpo di colore compreso tra il bruno chiaro ed il nerastro e lungo circa 5 millimetri. I danni che le sputacchine sono in grado di fare sono di tipologia diretta ed indiretta. E se nel primo caso parliamo di deformazioni e decolorazioni dovute alle punture dei rostri sulla pianta, nel secondo parliamo del suo aspetto di presenza più evidente: la creazione di una schiuma bianca tipica, che non solo può arrivare a rendere molliccia la parte di pianta colpita, ma spesso funziona da tramite rispetto ad agenti patogeni esterni.

Le femmine della sputacchina depongono le uova negli alberi durante il periodo estivo. Le stesse svernano nella corteccia ed in primavera si schiudono liberando le larve che si portano sulle piante erbacee. La larva si nutre quindi di linfa, proteggendosi con la sua schiuma bianca che altro non è che lo scarto del suo intestino. Una lotta vera e propria la si intraprende solo se l’attacco è molto e vengono utilizzate piretrine naturali o sintetizzate in laboratorio.

Photo Credit| Wikipedia

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