Il cactus, origini e proprietà terapeutiche

Con cactus ci riferiamo a tutte quelle piante che fanno parte della famiglia delle Cactaceae. I cactus sono detti anche piante succulente o piante grasse per la capacità di trattenere una grande quantità di acqua, necessaria per sopravvivere anche per lunghi periodi di siccità. Queste piante sono originarie infatti dei deserti aridi del Messico e di varie zone del Sud America, dove sono presenti più di mille specie differenti. Le loro proprietà benefiche e curative erano già conosciute dai Nativi Americani, i quli le adoperavano per la preparazione di conserve, sciroppi e bevande fermentate che costituivano la cura per diversi mali e il rimedio contro gli infortuni durante vari riti propriziatori.

Come riportato in numerosi resoconti di viaggio, da parte di missionari, avventurieri, naturalisti e colonizzatori del passato, ferite del fisico e dello spirito e certe malattie avevano come unico rimedio l’uso di preparati a base di piante grasse. Ad esempio il peyote, un tipo particolare di cactus tipico della regione settentrionale del Messico, non veniva utilizzato solamente per i suoi effetti allucinogeni, che consentivano i cosiddetti viaggi astrali verso gli antenati, ma veniva impiegato anche come analgesico e anti-reumatico.

L’aglio, un antibiotico naturale

I bulbi e gli spicchi dell’aglio, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, sono talmente utilizzati nelle nostre cucine da dimenticare che una delle proprietà che maggiormente caratterizza questa pianta, oltre ad insaporire i cibi, è la virtù terapeutica di formidabile antisettico. Fin dai tempi più remoti, la pianta dall’odore penetrante veniva infatti apprezzata per le sue capacità medicinali e vietata nei monasteri perchè considerata afrodisiaca. L’aglio, d’altra parte, veniva utilizzato già dagli egizi, secoli prima la nascita di Cristo, come antiparassitario e antibiotico e costituisce oggi uno dei rimedi più conosciuti e usati nella medicina popolare.

I più importanti principi attivi dell’aglio sono la allicina e la tioallile, responsabili dell’odore forte e pungente; contiene inoltre vitamine, minerali, carboidrati, aminoacidi, acidi grassi, steroli, flavonoidi, antocianine, nucleosidi e spstanze solforate.

Piante bulbose: l’Urceolina

Il genere Urceolina comprende cinque specie di piante bulbose appartenenti alla famiglia delle Liliacee ed originario del Perù. E’ caratterizzata da un fusto lungo una cinquantina di centimetri, che porta foglie lanceolate, lucide, di colore verde brillante. I fiori crescono alla sommità dei fusti, sono profumati, di colore giallo, arancio o rosso, e fanno la propria comparsa nella stagione estiva.

E’ una pianta di facile coltivazione, ma purtroppo non si trova facilmente nei nostri vivai. Se però avete la fortuna di trovarla, sappiate che vi regalerà delle grandi soddisfazioni in termini di bellezza della fioritura, che durerà per tutta l’estate, colorando l’ambiente circostante. Ricordate di non esporre l’Urceolina ai raggi diretti del sole e di ricoverarla in casa nella stagione più fredda dell’anno, onde evitare che le gelate compromettano la salute dei bulbi.

Come coltivare le rose in vaso

Vi piacciono tanto le rose ma non avete un giardino a disposizione? Niente paura, è possibile coltivare le rose in vaso e tenerle nel balcone di casa. Le rose migliori da piantare in vaso sono le rose a cespuglio, quelle ad alberello, a meno che il balcone non sia esposto al vento, e quelle sarmentose, cioè rampicanti, che hanno bisogno di una grata o di una ringhiera per svilupparsi.

I rosai possono essere acquistati in un vivaio o in un garden center, insieme ad un vaso profondo circa 50 o 60 centimetri e largo 40; molto importante è che il vaso sia fondo in quanto le radici delle rose scendono molto, e poi devono avete a disposizione una buona quantità di terreno per svilupparsi bene.

Fondamentale è anche il drenaggio, che può essere assicurato sistemando sul fondo del vaso due o tre dita di ghiaia o di argilla espansa, e tenendo sospeso il vaso con dei legnetti in modo da permettere all’acqua di uscire dal foro di drenaggio.

Lo zenzero, usi medicinali

Zenzero è il nome italiano del Zingiber Officinale, una pianta erbacea della famiglia delle Zingiberaceae, originaria dell’Asia Orientale. In questo articolo ci occuperemo delle sue numerose virtù salutari, nonchè del suo utilizzo nella medicina popolare.

Nella medicina ufficiale lo zenzero è considerato un buon stimolante e carminativo, usato frequentemente per curare dispepsia e coliche. Studi recenti hanno dimostrato la sua efficacia nel trattamento di reumatismi grazie alla sua azione revulsiva nelle applicazioni esterne. La radice dello Zenzero agisce efficacemente su tutto l’apparato digerente, soprattutto nei casi di inappetenza, flautolenza e gonfiore intestinale. Inoltre lo zenzero siè dimostrato utile per alleviare la nausea causata dal mal di mare, dalla gravidanza e dalla chemioterapia.

Fioriture primaverili: il Rhaphiolepis

Il Rhaphiolepis è una pianta arbustiva perenne appartenente alla famiglia delle Rosacee ed originaria dell’Europa, dell’Asia e dell’America, molto diffusa in tutte le zone temperate del Pianeta per via della bellezza della sua fioritura. E’ caratterizzata da fusti che possono raggiungere il metro e mezzo di altezza e da foglie ovali, cuoiose, di colore verde brillante. I fiori sono molto delicati, formati da cinque petali di colore bianco o rosa, e fanno la propria comparsa nella stagione primaverile.

E’ una pianta che solitamente si coltiva in piena terra, avendo però l’accortezza di coprirne le radici nella stagione più fredda dell’anno, poiché le gelate potrebbero compromettere la salute dell’apparato radicale. Volendo, la si può coltivare anche in vaso, dove però non raggiungerà dimensioni notevoli, contenendo la crescita. La coltivazione del Rhaphiolepis è abbastanza semplice, purché si trovi la collocazione adatta all’interno della casa o del giardino.

Piante da siepe, la Griselinia littoralis

La Griselinia littoralis è un arbusto appartenente alla famiglia Cornaceae originario della Nuova Zelanda, caratterizzato da foglie ovali e spesse, di colore verde brillante, con un fusto corto che dà origine ad una chioma tondeggiante molto densa che rende questa pianta perfetta per essere usata nelle siepi.

La Griselinia, infatti, è una pianta adatta ad essere utilizzata nelle siepi, sia come esemplare singolo che come bordura o frangivento, soprattutto nelle zone marine in quanto non teme la salinità.

La Griselinia è una pianta doica, ovvero i fiori femminili e quelli maschili si sviluppano su piante diverse; la fioritura avviene in primavera e ad essa seguono i frutti che, oltre ad essere commestibili, contengono i semi fertili. La Griselinia è una pianta di facile coltivazione, non ha bisogno di essere potata regolarmente ma solo di cimare i rami per renderli più folti e di accorciarli in aprile o in agosto.

Piante da appartamento: la Clusia rosea

La Clusia rosea è una pianta dalla fioritura spettacolare e dal fogliame molto decorativo, particolarmente adatta per riempire nel modo migliore un angolo della casa. Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle Clusiacee ed originaria dell’America centro-meridionale e dell’Oceania, coltivata diffusamente anche alle nostre latitudini. La Clusia rosea è caratterizzata da fusti robusti e ramificati con foglie di forma ovale, coriacee, spesse, di colore verde brillante. I fiori hanno notevoli dimensioni e somigliano a quelli delle Camelie; sono di colore bianco o rosato e fanno la propria comparsa nella stagione primaverile.

Solitamente la Clusia rosea si coltiva come pianta da appartamento, non resistendo alle temperature troppo rigide, ma non è escluso che nella stagione calda la si possa spostare all’esterno, proteggendola però dai raggi diretti del sole nelle ore più afose della giornata.

Cos’è il Telefono rampicante?

Tra le piante dai nomi strani dobbiamo menzionare il Telefono rampicante: infatti forse non tutti sanno che dietro ad un nome così particolare si nasconde una varietà di pisello rampicante.

Il nome botanico completo di questo ortaggio è Pisum sativum varietà Telefono rampicante, e si presenta come una pianta rampicante altra circa 160-180 centimetri, caratterizzata da un baccello di colore verde, lungo 12 centimetri contenente 8 grani tondi e rugosi. 

In cucina questo legume può essere consumato fresco oppure cotto, o ancora, essere usato per preparare zuppe, frittate o per arricchire contorni. Il Telefono rampicante contiene diverse vitamine, soprattutto quelle appartenenti al gruppo A, B e C, è ricco di fosforo, potassio e di altri minerali; contiene pochi grassi e poche calorie e risulta più digeribile rispetto ad altre leguminose perché contiene meno amidi.

Piante da appartamento: la Plumeria

La Plumeria, nota anche con il nome di Frangipani, è una magnifica pianta da appartamento originaria dei paesi tropicali ed appartenente alla famiglia delle Apocynacee, particolarmente apprezzata per la fioritura spettacolare. Alle nostre latitudini non raggiunge il metro di altezza ed è coltivata prevalentemente in vaso, ma nelle zone di origine raggiunge dimensioni considerevoli (fino a dieci metri), assumendo un portamento arboreo.

E’ caratterizzata da un fusto resistente e carnoso che porta foglie lanceolate ed appuntite di colore verde più o meno scuro. La fioritura rappresenta la vera bellezza della pianta con colori che vanno dal bianco al giallo, dal rosa al rosso. I fiori sono molto grandi, con 5 o 7 petali, profumati nelle prime ore del mattino, e fanno la propria comparsa nella stagione estiva. La coltivazione non presenta difficoltà particolari, purché si rispettino le esigenze della pianta in fatto di temperatura ed irrigazione.

I fiori in cucina: liquore alla camomilla

La camomilla, appartenente alla famiglia delle Asteraceae, svela nell’etimologia del nome le sue capacità curative e caratteristiche: il nome, infatti, deriva dal greco Chamomilla che significa “umile, piccola mela”, per la dolce fragranza simile a quella della mela Ranetta (nella traduzione spagnola del termine, menzanilla, piccola mela, l’etimologia è maggiormente evidente); mentre il nome del genere, Matricaria, proviene dal latino Matrix che significa “utero”, e fa riferimento al potere calmante della camomilla, ingerita sottoforma di infuso, in caso di dolori menstruali.

Di questa pianta infatti vengono raccolti normalmente i fiori, con i quali si preparano infusi notoriamente conosciuti per l’effetto rilassante e leggermente sedativo. Oltre all’utilizzo per somministrazione orale, la camomilla può essere impiegata in preparati per impacchi, colliri e colluttori.

I lavori di marzo alle piante da appartamento

A marzo le piante entrano nella fase vegetativa, e grazie alle giornate che diventano più lunghe possono godere di più ore di luminosità, anche nel caso delle piante da appartamento; questo è il momento più opportuno per riprendere le annaffiature nel caso in cui siano state sospese durante il periodo invernale, per fornire loro del fertilizzante che le sostenga nel processo di futura fioritura e, per chi possiede un balcone, per iniziare a prepararlo per la stagione estiva.

Anche se le ore di luce aumentano e le belle giornate iniziano a farsi vedere, non fatevi tentare di portare le vostre piante verdi all’aperto: per questa operazione è ancora troppo presto, meglio aspettare la seconda metà di aprile.

A proposito della fertilizzazione, aggiungete all’acqua di annaffiatura, che deve essere a temperatura ambiente, del fertilizzante completo che aiuti la pianta nel suo risveglio vegetativo; annaffiate in modo da far inumidire tutta la terra e smuovete il terriccio almeno in superficie in modo da aerarlo.

L’arancio amaro, un semplice rimedio curativo

Per la cura dei nostri malesseri non sempre è necessaria l’assunzione di farmaci; spesso possiamo utilizzare i principi naturali delle piante più comuni delle quali non conosciamo le numerose proprietà benefiche all’organismo e che risultano particolarmente efficaci nella preparazione di cure dolci e omeopatiche. Un esempio emblematico è quello dell’arancio amaro, a noi particolarmente familiare.

L’arancio amaro, conosciuto in botanica come Melangolo, appartiene alla famiglia delle Rutaceae e si presenta come un albero dai rami spinosi, foglie ovali e lucenti, fiori bianchi e odorosi (zagara) e frutti rosso-arancio dal succo amaro. Anche se siamo abituati a utilizzare la varietà Citrus Vulgaris dell’arancio, riconoscibile dal ftutto dolce e succoso, impiegato nell’industria alimentare per la preparazione di marmellate, frutta candita, liquori e amari, in erboristeria e cosmesi è impiegata maggiormente la varietà dell’arancio amaro per le sue numerose proprietà curative.

Piante officinali: la Matricaria recutita

La Matricaria recutita, meglio conosciuta come Camomilla, è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteracee ed originaria dell’Europa e dell’Asia, molto coltivata alle nostre latitudini sia come ornamentale che come erba officinale. E’ caratterizzata da fusti sottili, che possono raggiungere gli 80 centimetri di altezza, e da foglie lanceolate di colore verde più o meno scuro. I fiori sono riuniti in capolini con petali bianchi piegati verso l’esterno e parte centrale gialla.

E’ una pianta che cresce per lo più allo stato spontaneo in pianura ed in collina, dove tenderà a comportarsi come infestante. Questo però non significa che non possa essere coltivata in ambito domestico, nella decorazione di bordure ed aiuole o come pianta da utilizzare a scopo officinale. I capolini della Matricaria recutita, infatti, opportunamente essiccati e conservati, hanno proprietà febbrifughe, antinfiammatorie, antispasmodiche, sudorifere ed antisettiche. In passato la Camomilla veniva utilizzata anche per la cura delle malattie legate agli organi genitali femminili.