I lavori di marzo alle piante da appartamento

A marzo le piante entrano nella fase vegetativa, e grazie alle giornate che diventano più lunghe possono godere di più ore di luminosità, anche nel caso delle piante da appartamento; questo è il momento più opportuno per riprendere le annaffiature nel caso in cui siano state sospese durante il periodo invernale, per fornire loro del fertilizzante che le sostenga nel processo di futura fioritura e, per chi possiede un balcone, per iniziare a prepararlo per la stagione estiva.

Anche se le ore di luce aumentano e le belle giornate iniziano a farsi vedere, non fatevi tentare di portare le vostre piante verdi all’aperto: per questa operazione è ancora troppo presto, meglio aspettare la seconda metà di aprile.

A proposito della fertilizzazione, aggiungete all’acqua di annaffiatura, che deve essere a temperatura ambiente, del fertilizzante completo che aiuti la pianta nel suo risveglio vegetativo; annaffiate in modo da far inumidire tutta la terra e smuovete il terriccio almeno in superficie in modo da aerarlo.

L’arancio amaro, un semplice rimedio curativo

Per la cura dei nostri malesseri non sempre è necessaria l’assunzione di farmaci; spesso possiamo utilizzare i principi naturali delle piante più comuni delle quali non conosciamo le numerose proprietà benefiche all’organismo e che risultano particolarmente efficaci nella preparazione di cure dolci e omeopatiche. Un esempio emblematico è quello dell’arancio amaro, a noi particolarmente familiare.

L’arancio amaro, conosciuto in botanica come Melangolo, appartiene alla famiglia delle Rutaceae e si presenta come un albero dai rami spinosi, foglie ovali e lucenti, fiori bianchi e odorosi (zagara) e frutti rosso-arancio dal succo amaro. Anche se siamo abituati a utilizzare la varietà Citrus Vulgaris dell’arancio, riconoscibile dal ftutto dolce e succoso, impiegato nell’industria alimentare per la preparazione di marmellate, frutta candita, liquori e amari, in erboristeria e cosmesi è impiegata maggiormente la varietà dell’arancio amaro per le sue numerose proprietà curative.

Piante officinali: la Matricaria recutita

La Matricaria recutita, meglio conosciuta come Camomilla, è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteracee ed originaria dell’Europa e dell’Asia, molto coltivata alle nostre latitudini sia come ornamentale che come erba officinale. E’ caratterizzata da fusti sottili, che possono raggiungere gli 80 centimetri di altezza, e da foglie lanceolate di colore verde più o meno scuro. I fiori sono riuniti in capolini con petali bianchi piegati verso l’esterno e parte centrale gialla.

E’ una pianta che cresce per lo più allo stato spontaneo in pianura ed in collina, dove tenderà a comportarsi come infestante. Questo però non significa che non possa essere coltivata in ambito domestico, nella decorazione di bordure ed aiuole o come pianta da utilizzare a scopo officinale. I capolini della Matricaria recutita, infatti, opportunamente essiccati e conservati, hanno proprietà febbrifughe, antinfiammatorie, antispasmodiche, sudorifere ed antisettiche. In passato la Camomilla veniva utilizzata anche per la cura delle malattie legate agli organi genitali femminili.

L’ortica: da urticante a emolliente

Siamo tutti a conoscenza dell’effetto urticante provocato dal contatto con l’ortica comune (famiglia delle Urticaceae), che cresce spontaneamente dappertutto nei luoghi umidi, specialmente vicino alle zone abitate. Ciò che forse molti di noi non sanno è che questa pianta possiede in realtà, oltre alla fastidiosa capacità di irritare la pelle, numerose proprietà e benefici.

L’ortica è una pianta perenne ricoperta, sia nei fusti che nelle foglie, dai ben noti peli urticanti che, oltre a provocare la fastidiosa reazione cutanea, contengono istamina (1%) e acetilcolina (0,2%-1%), sostanze prodotte anche dal nostro organismo, che si attivano come trasmettitori degli impulsi nervosi del sistema neurovegetativo favorendo l’apparato circolatorio e l’apparato digestivo.

Piante grasse: la Caralluma

Tra le innumerevoli varietà di piante grasse, merita un posto di primo piano la Caralluma, appartenente alla famiglia delle Asclepiadacee ed originaria del continente africano. Si tratta di una pianta caratterizzata da fusti cespitosi di colore grigio-verde, a volte ricoperti di piccoli aculei.  La particolarità della pianta è rappresentata dalla fioritura spettacolare, costituita da fiori a cinque petali di colore rossastro o bruno, con striature gialle.

La Caralluma è una pianta adatta per lo più alla coltivazione domestica, non essendo in grado di tollerare temperature prossime allo zero. Tuttavia, nella stagione più calda dell’anno può essere tentato l’allevamento all’esterno, collocando la pianta in una zona ove possa ricevere il sole diretto per molte ore nel corso della giornata. La coltivazione è piuttosto semplice ed è possibile ottenere ottimi risultati sin dai primi anni di coltivazione.

Piante tappezzanti: la Nierembergia

La Nirembergia è una splendida pianta da giardino appartenente alla famiglia delle Solanacee ed originaria dell’America del sud, molto apprezzata per la spettacolare fioritura. E’ caratterizzata da sottili fusti che non superano i 25 centimetri di altezza, e da foglie lineari di colore verde scuro. I fiori possono assumere colorazioni diverse a seconda della specie (dal bianco al rosa, dal lilla al blu) e fanno la propria comparsa nella stagione primaverile, per poi decorare la pianta fino ai primi freddi dell’autunno.

Alcune specie si coltivano come annuali, non riuscendo a resistere alle basse temperature, mentre altre si possono lasciare tranquillamente all’esterno anche nei periodi più freddi dell’anno. La Nierembergia è adatta sia alla coltivazione in vaso che a quella in bordure, aiuole e giardini rocciosi, dove tenderà ad riempire tutto lo spazio a disposizione, comportandosi come una tappezzante.

Fresie, quando piantarle

Le fresie, con il loro profumo deciso, rallegrano un po’ dovunque le ultime giornate invernali preannunciando, allo stesso tempo, l’arrivo della primavera. Il momento di migliore per interrare i cormi di fresia è senz’altro l’autunno, perchè solo in tal modo si ottiene una fioritura soddisfacente: prolungata e abbondante. Tuttavia, se avete dimenticato di farlo siete ancora in tempo a correre ai ripari, le fresie, infatti, possono essere piantate senza problemi anche alla fine dell’inverno e all’inizio della primavera. La piantumazione in epoca, per così dire, tardiva, darà luogo a una fioritura più timida ma ugualmente gradevole.

D’altra parte, la piantumazione autunnale pone, a chi vive in zone caratterizzate da rigidi climi invernali, una difficoltà non da poco; i cormi di fresia infatti sono poco resistenti al gelo e laddove le temperature scendono facilmente sotto lo zero possono essere coltivati solo in contenitori che andranno posti al riparo all’arrivo dei primi freddi intensi. Il problema non si pone in zone a clima più mite, dove le fresie possono essere piantate in autunno anche in piena terra e senza alcuna protezione.

Piante aromatiche: la Lysimachia

Al genere Lysimachia appartengono circa 200 specie di piante erbacee perenni a portamento arbustivo o ricadente, originarie dell’Asia, dell’Europa e dell’America del nord ed appartenenti alla famiglia delle Primulacee. E’ costituita da fusti piuttosto sottili e da foglie opposte ovali, lanceolate o cuoriformi, di colore verde brillante. I fiori possono essere singoli o riuniti in grappoli, di colori diversi a seconda della specie, e fanno la propria comparsa all’inizio della stagione estiva.

La Lysimachia, detta anche mazza d’oro o quattrinella, è una pianta aromatica largamente utilizzata in campo officinale come antibiotico o nei trattamenti contro la diarrea. E’ inoltre considerata un ottimo repellente per gli insetti sia come pianta da vaso che come fiore reciso.

Semine di marzo, il melone

Il melone è una pianta rampicante appartenente alla famiglia Cucurbitaceae che viene coltivata per i suoi frutti commestibili; il Cocumis melo, questo è il suo nome botanico, è una pianta annuale con il fusto erbaceo rampicante o strisciante con ramificazioni laterali.

Il frutto del melone, denominato anch’esso melone, è piuttosto grande e possiede una forma ovale oppure tondeggiante, la buccia liscia o leggermente rugosa di colore giallo più o meno intenso oppure verde; la polpa è molto succosa e profumata e può essere di colore arancio o bianco, e nella cavità centrale sono presenti molti semi.

I meloni possono essere invernali oppure estivi; tra le varietà di meloni invernali ci sono il  Melone di Malta, il Morettino e il Gigante di Napoli, mentre tra quelli estivi troviamo i retati come il Melone Ananasso e il Retato degli Ortoloni, e ancora, ci sono i meloni Cantalupi.

Fioriture primaverili: il Cotone

Il Gossypium, meglio conosciuto come Cotone, è una pianta appartenente alla famiglia delle Malvacee ed originario del continente africano e dell’India. E’ caratterizzato da portamento arbustivo e solitamente non supera i due metri di altezza. Il fusto è eretto, peloso e ramificato, e porta foglie palmate di colore verde scuro. I fiori sono formati da cinque petali di colore giallo con una macchia arancio o porpora nella parte inferiore. I frutti sono invece costituiti da semi con fibre di colore bianco o marrone.

Generalmente il Cotone viene coltivato per uso industriale, nella produzione di fibre vegetali, ma non è così raro trovare questa pianta nei giardini privati, considerando la bellezza della fioritura e dei frutti. La coltivazione è abbastanza semplice, purché la pianta venga collocata in una zona soleggiata e irrigata frequentemente fino ala produzione dei primi frutti.

Stolone

Si definisce stolone un ramo laterale che si diparte da

Dioico

Con il termine dioico si fa riferimento a una modalità

Piante rampicanti: la Mitraria coccinea

La Mitraria coccinea è una splendida pianta appartenente alla famiglia delle Gesneriacee ed originaria dell’America del sud, la cui coltivazione si è ormai estesa a tutte le zone temperate del Globo. E’ caratterizzata da un portamento arbustivo, con rami molto disordinati e foglie riunite in rosette di colore verde brillante. I fiori sono tubolari, di colore rosso, e fanno la propria comparsa nella stagione primaverile, per restare poi a lungo a far bella mostra di sé sui rami.

E’ una pianta dall’aspetto rampicante, che si adatta quindi alla coltivazione nei pressi di muri e graticci, dove si allungherà in altezza fino a raggiungere i due metri. La coltivazione è abbastanza semplice, purché si presti attenzione alla temperatura, proteggendo le radici nella stagione invernale.

L’orchidea Rhynchostylis

Al genere Rhynchostylis appartengono sei specie di orchidee epifite originarie dell’Asia tropicale, caratterizzate dal fusto piuttosto corto, dalle foglie allungate, di colore verde scuro e di consistenza spessa, e dai piccoli fiorellini riuniti in un stelo.

I fiori delle orchidee del genere Rhynchostylis si sviluppano lungo uno stelo ricadente che porta un’infiorescenza costituita da circa 30 piccoli fiori di colore bianco o rosato con maculature e labello a contrasto; questi fiorellini emettono un delicato profumo.

Le orchidee del genere Rhynchostylis sono piante molto vigorose che riescono a produrre anche tre o quattro infiorescenze nella stessa stagione; grazie al loro portamento ricadente sono particolarmente adatte per essere coltivate in panieri sospesi.