Viole, messa a dimora e cure colturali

violette orticole

Dopo avervi dato indicazioni circa le diverse specie e varietà di viole, il terreno e l’esposizione ideale per la loro coltivazione, oggi vedremo come metterle a dimora e di quali cure colturali necessitano.

La messa a dimora

Violette selvatiche coltivate

Il momento ideale per la messa a dimora delle violette selvatiche è l’autunno o la primavera. Preparate un substrato soffice, scavate una buca e inseritevi la pianta; quindi ricompattate la terra senza affondare troppo le radici nel terreno; per essere sicuri che le piantine attecchiscano mantenete il terreno costantemente umido. La distanza tra una pianta e l’altra deve essere di circa 25-30 centimetri. I primi mesi dopo la messa a dimora abbiate cura di estirpare le infestanti sul nascere.

Viole orticole

Le viole orticole vanno messe a dimora a settembre-ottobre; praticate sul terreno buche profonde almeno 15-20 centimetri a una distanza di 25-30 centimetri le une dalle altre; sistematevi le piante e aggiungete concime organico maturo.

Miltonia, varietà e cure

miltonia

La Miltonia è una pianta appartenente alla famiglia delle Orchidacee ed originaria delle zone tropicali dell’America del sud (in particolare del Brasile), spesso confusa con la Miltoniopsis, altrimenti detta Orchidea pansè.

E’ caratterizzata da uno stelo eretto o ricurvo e da foglie sottili, strette e lunghe dal colore verde brillante, mentre i fiori a stella possono assumere le colorazioni più disparate, dal bianco al rosa, dal giallo al marrone, dal rosso al porpora, tutti ugualmente spettacolari.

Si coltiva in serra o in appartamento specie nella stagione invernale, ma con l’arrivo del caldo può essere azzardata la coltivazione all’esterno delle mura domestiche con grande vantaggio per il panorama floreale mostrato dal giardino.

La divisione del rizoma

dividere i rizomi

Il rizoma è una modificazione del fusto di una pianta che appare ingrossato e sotterraneo, con una funzione di riserva, soprattutto di amido; le principali piante che possiedono il rizoma sono diverse specie di felci e di piante acquatiche.

In alcune piante, ovvero in quelle appartenenti all’ordine delle Angiosperme, di cui fanno parte molte piante da vaso, il rizoma serve anche per la moltiplicazione, essendo dotato, infatti, di gemme che permettono lo sviluppo di una nuova pianta. La tecnica colturale che permette la propagazione di una pianta tramite il rizoma, si chiama moltiplicazione per divisione del rizoma.

Viole, terreno ed esposizione

viole terreno ideale

Dopo avervi parlato delle diverse specie e varietà di viole, torniamo sull’argomento per illustrarvi le modalità di impianto e manutenzione più indicate per questi deliziosi fiori. Mentre oggi vedremo  il terreno e l’esposizione più idonei alla loro buona riuscita, domani vi daremo indicazioni su come metterle a dimora e sulle cure colturali di cui necessitano. In particolare faremo riferimento alla violette selvatiche coltivate e alle viole orticole.

Il terreno

Violette selvatiche coltivate

In linea di massima le violette selvatiche coltivate preferiscono terreni fertili, ben drenati e con un ph non superiore a 7; alcune specie però tollerano bene anche terreni leggermente calcarei, altre gradiscono terreni sabbiosi e altre ancora prediligono terreni torbosi non troppo drenati. Per non sbagliare potete coltivarle in una miscela composta da tre parti di terra da giardino, due parti di letame maturo, una parte di foglie di faggio sminuzzate e una parte di sabbia.

Piante aromatiche: la Rucola

rucola

Tra le erbe aromatiche più apprezzabili per il palato, merita particolare interesse la Rucola (Eruca sativa), sebbene non tutti amino il suo sapore forte e deciso. Si tratta di una pianta appartenene alla famiglia delle Crucifere (o Brassicacee) ed originaria di del bacino del Mediterraneo e dell’Asia, ma ormai coltivata ad ogni latitudine.

Può raggiungere il mezzo metro di altezza, con le sue foglie riunite in una rosetta basale ed i fusti sottili ed eretti. I fiori sono di colore bianco o giallo, hanno quattro petali e spuntano generalmente nella stagione estiva.

La Rucola (detta anche Ruchetta o Rughetta) cresce nei prati allo stato spontaneo, ma può anche essere coltivata in vaso, in serra o in piena terra ad uso esclusivamente alimentare, visto lo scarso interesse da punto di vista decorativo.

Hosta, varietà e cure

hosta

Il genere Hosta comprende una ventina di piante erbacee molto resistenti, originarie dell’Asia ed appartenenti alla famiglia delle Liliacee.

Sono piante caratterizzate da grandi foglie ovali, riunite in rosetta e colorate di verde chiaro, giallo o verde-azzurrognolo, spesso variegate e molto spettacolari dal punto di vista visivo. Nel periodo primaverile presentano una fioritura a forma di imbuto con colorazioni che vanno dal bianco al lilla al violetto.

Generalmente l’Hosta viene utilizzata nella decorazione di bordure ed aiuole o come tappezzante nei pressi di alti alberi, ma non è escluso che venga coltivata in vaso come pianta da appartamento.

Piante da appartamento: l’Asparagina

asparagina

L’Asparagus setaceus, meglio conosciuta come asparagina, è una pianta appartenente alla famiglia delle Liliacee originaria dell’Africa meridionale; di solito l’asparagina viene coltivata per la bellezza delle foglie, ma alcune specie sono ricercate anche per i germogli commestibili. Questa pianta è caratterizzata dal fogliame perenne e dall’aspetto leggero e delicato pur sviluppandosi a cespuglio; i fusti sono molto sottili, e in condizioni ottimali possono raggiungere anche i 3 metri di altezza.

L’asparagina è una pianta di facile coltivazione, che si sviluppa perfettamente anche in appartamento. Nel caso in cui si renda necessario il rinvaso, esso dovrà essere effettuato in primavera previa eliminazione dei fusti morti o appassiti; la luce deve essere sempre indiretta e filtrata. La temperatura ideale nella quale l’asparagina si sviluppa al meglio è di 15°C, e durante la stagione fredda non deve mai scendere al sotto dei 7°C.

Per quanto riguarda l’irrigazione, essa deve essere frequente in primavera e in estate, e se il caldo è particolarmente intenso deve essere annaffiata anche due volte al giorno, inoltre, le foglie vanno regolarmente vaporizzate d’acqua; in inverno le annaffiature devono essere ridotte.

Coltivare l’uva spina

uva spina coltivazione

L’uva spina (Ribes grossularia) appartiene al genere Ribes della Famiglia delle Sassifragaceae. E’ un arbusto che può avere dimensioni variabili e raggiungere altezze comprese fra 0,6o centimetri e 2 metri. Lungo i rami spinosi fanno la propria comparsa i frutti, grosse bacche sferiche od oblunghe, più simili a chicchi d’uva che a ribes, di colore verde pallido, giallo, rosa, rosso o violetto, caratterizzati da una buccia talmente sottile da lasciare intravedere i semi e le fibre della polpa. Il periodo di raccolta è quello intorno a Giugno-Luglio.

Cure colturali

L’uva spina è una pianta piuttosto robusta che non ha grandi necessità colturali: si adatta bene a qualunque terreno e non teme il freddo; predilige tuttavia le posizioni semiombreggiate poichè risente negativamente dell’eccessiva calura. Le innaffiature possono essere effettuate nel periodo di ingrossamento dei frutti e devono essere moderate per evitare ristagni idrici mentre alla concimazione si procede in genere nella fase di impianto aggiungendo del letame al terreno.

Il periodo ideale per l’impianto è compreso fra novembre e marzo.

Alberi da frutto: il Mango

mango

Il Mango o Mangifera indica è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae ed originario dell’Asia (dell’India in particolare) da dove viene esportato in gran parte del globo.

E’ caratterizzato da un fusto eretto e da una chioma tondeggiante, formata da foglie color verde brillate, attraversate da una venatura più chiara. Presenta ampie radici che gli permettono di sopravvivere anche su terreni poco irrigati e può raggiungere dimensioni considerevoli (25-30 metri di altezza). I fiori sono giallastri, molto piccoli, insignificanti rispetto alla grandezza dell’albero, e crescono riuniti in pannocchie.

I frutti sono delle drupe simili a pesche, ma più allungati nella forma, polposi e dolci. A seconda della varietà possono essere di colore verde, rosso o giallo, mentre la polpa è giallo arancio.

Piante da appartamento: la Kentia

kentia

La Kentia (Howea forsteriana) è una splendida pianta da appartamento originaria dell’Australia e della Nuova Zelanda ed appartenente alla famiglia delle Palmae.

E’ caratterizzata da un fusto abbastanza corto e da foglie pendule, lunghe più di mezzo metro, dal colore verde brillante. I fiori sono costituiti da spighe a forma di cilindro dal colore verdastro o marrone, ma non compaiono mai nelle piante coltivate in appartamento e regalano la propria bellezza esclusivamente nelle zone di origine.

Se coltivata in casa, la Kentia non supera quasi mai i tre metri di altezza, mentre in piena terra può anche superare i trenta metri.

La malattia delle bolle fogliari

bolle fogliari

La malattia delle bolle fogliari è una patologia che colpisce soprattutto il pesco, ma anche altre specie appartenenti al genere Prunus come il mandorlo, all’inizio della primavera, soprattutto in condizioni di umidità. La malattia è generata da un fungo, il microscopico Taphrina deformans, che provoca ispessimento delle foglie e comparsa di grosse bolle dal caratteristico colore rosso; purtroppo, le foglie colpite dall’azione del fungo non sopravvivono a lungo e finiscono col seccarsi e cadere subito dopo.

Può succedere che le deformazioni delle foglie colpite da bolle possano essere confuse con gli attacchi degli afidi, che talvolta producono effetti simili; per riconoscere la malattia delle bolle basta passare le foglie al tatto, in quanto diventano carnose se colpite dalla Taphrina deformans; inoltre in caso di attacco degli afidi è possibile osservare la presenza degli insetti stessi sulla pagina inferiore della foglia.

Carota, non solo un ortaggio

carota

Ancora un ortaggio in primo piano su PolliceGreen, il blog dedicato non solo agli amanti delle piante da giardino e/o d’appartamento, ma anche a coloro che si dilettano nella cura dell’orto, unendo l’utile al dilettevole.

Oggi ci occupiamo della Carota (Dacus carota), una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Umbrellifere ed originaria  di Europa, Asia ed Africa del Nord, attualmente diffusa in tutte le zone a clima temperato sia allo stato spontaneo che nella coltivazione domestica.

E’ caratterizzata da una radice carnosa (la carota vera e propria) che si sviluppa allo stato sotterraneo, lasciando spuntare in superficie dei fusti eretti e ramificati, dai quali si sviluppano le infiorescenze a forma di ombrello, composte da numerosi fiorellini bianchi. Il fiore centrale è invece di colore rosso ed è proprio per questa particolarità che la carota si distingue da altre piante della stessa specie.

Giardinaggio e ortomania: è boom in Italia e nel mondo

orto sul terrazzo

Le stime della Coldiretti parlano chiaro: quattro italiani su dieci con l’arrivo della primavera hanno iniziati a dedicarsi al giardinaggio, sia negli orti che nei terrazzi. Il fenomeno della coltivazione fai da te è in netto aumento: ben il 37% degli italiani dedica il proprio tempo libero alla cura dell’orto e al giardinaggio.

Secondo i dati della Coldiretti, il giardinaggio è un hobby che coinvolge in egual numero sia uomini che donne e che piace anche ai giovani: basti pensare che più di uno su quattro degli intervistati ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni, anche se l’interesse massimo viene dimostrato dagli over 65.

Il vero nuovo trend è che il giardinaggio o la coltivazione dell’orto non è più praticato solo da chi dispone di un ampio spazio in campagna, ma anche da chi possiede un semplicemente un terrazzo; infatti nei vivai sono disponibili moltissime piante adatte alla creazione di un orto e perfette per essere coltivate in vaso, come certe specie di peperoncini piccanti o legumi di piccole dimensioni. Sempre secondo la Coldiretti le piante più coltivate sono le insalate perché sono molto semplici da curare, i semi costano poco e garantiscono un primo raccolto dopo solo 40 giorni, seguono i pomodori e le cipolle.

Piante grasse: la Leuchtenbergia principis

leuchtenbergia

Il nostro viaggio virtuale alla scoperta delle più belle piante grasse esistenti in natura si ferma oggi davanti ad un vaso di Leuchtenbergia principis, appartenente alla famiglia delle Cactacee ed originaria del Messico.

E’ caratterizzata da una grande radice dalla quale partono dei tubercoli dalla forma triangolare, lunghi fino a 12 centimetri, rigidi e vagamente somiglianti a quelli dell’Agave. Tali tubercoli sono di colore azzurrognolo, ad eccezione della parte terminale che invece è rossastra e presenta un’aureola dalla quale partono diverse spine appiattite e contorte.

I fiori sono gialli, imbutiformi e leggermente profumati e spuntano dalle aureole dei giovani tubercoli centrali, donando alla pianta una spettacolare bellezza.