Semina all’aperto

di Roberta

La semina può essere effettuata in due mo­di: all’aperto o in lettorino.

Oggi esamineremo quella all’aperto e, nel mio post di domani, troverete quella in lettorino.

La semina all’aperto.

Anzitutto, è indispensa­bile che il terreno non presenti la minima traccia di gelo, sia soffice e tiepido al tatto, tanto da poter essere lavorato con facilità.

Prima di seminare è necessario dissodare e livellare il terreno, ripulendolo da sassi, ra­dici, scorie, e annaffiarlo leggermente. Quin­di, se si vuole ottenere una piantagione in file parallele o a scacchiera, si tracciano pic­coli solchi e si depongono i semi nel fossetto così ottenuto. La semina può essere fatta anche in buchette oppure a spaglio, ossia lanciando la semente a manciate perché ri­cada al suolo spargendosi in modo regola­re.

In genere i semi dovrebbero essere ricoper­ti da un leggero strato di terra, ma esistono alcune eccezioni o particolari sistemi di in­terramento di cui abbiamo già parlato nell’articolo “Semi, caratteristiche generali e modo corretto per seminarli” di ieri.

Depositati i semi, è bene dare una assestatina al terreno, battendolo di piatto con un badile o una paletta (nel caso in cui la se­mina avvenga in vasi o in cassette). Quindi si annaffi leggermente usando un irroratore o un comune annaffiatoio munito dell’apposito supporto bucherellato per evitare che l’acqua, ricadendo in modo violento possa smuovere la terra e disperdere i semi.

A questo punto è necessario proteggere le superfici appena seminate dagli animali do­mestici, come cani e gatti, e dagli uccelli, voraci divoratori di semi di ogni specie.

Esistono parecchi accorgimenti proposti dai cataloghi dei vivaisti: lamelle di alluminio che brillano al sole, spaventapasseri in for­mato ridotto o in plastica luccicante, reti­celle di nailon da stendere sulle aiuole o sui vasi ecc.

Bisogna anche far attenzione, nei giorni immediatamente seguenti la semina, all’anda­mento climatico; se dovessero preannunciar­si nottate molte fredde è necessario provve­dere subito alla copertura dei tratti seminati con un foglio di plastica oppure semplice­mente con carta di giornale.

I semi così interrati e protetti danno rapida­mente origine a piantine che, raggiunta la altezza di 4-5 cm, si possono diradare eli­minando quelle in eccedenza, soprattutto se deboli o mal formate. Dopo un certo pe­riodo, quando cioè le piantine hanno rag­giunto l’altezza di 10-12 cm, si possono tra­piantare a dimora; il trapianto va eseguito sempre al tramonto o in giornate fresche.

Dopo il trapianto i giovani esemplari devo­no essere annaffiati leggermente. Se il tra­pianto si esegue in primavera, devono esse­re protetti per qualche giorno dai raggi so­lari. Questa protezione si ottiene facilmente stendendo sui vasi e aiuole dei fogli di carta non troppo pesante (quella dei giornali va brnissimo).

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