Piante velenose….occhio!

di Roberta

Naturalmente per degli adulti responsabili è solo una semplice curiosità possedere una pianta tossica, ma, per essere più prudenti è molto meglio non coltivare piante di tale pericolosità se avete animali e bambini. In ogni caso, se proprio le volete, bisogna assolutamente che teniate queste piante fuori della loro portata e comunque non consentire mai ad un bambino di mangiare le bacche, masticare foglie, succhiare gambi di qualche pianta d’appartamento, in quanto nella maggior parte delle piante velenose, oltre alle bacche è anche pericolosa la linfa del gambo;

Anche piante non propriamente velenose possono procurare guai: per esempio, le foglie della familiare edera, se vengono ingerite in piccola quantità, hanno uno spiacevole effetto purgativo, mentre in grande quantità possono produrre un eccessivo stimolo e persino difficoltà di respirazione fino ad arrivare a provocare il coma nelle persone allergiche.

Le bellissime, marmoree foglie, color verde e bianco, della dieffenbachia contengono una linfa estremamente irritante. L’eventuale assaggio di una piccola parte può causare un doloroso gonfiore alla lingua e alla bocca creando grave difficoltà nel mangiare e nel parlare.

L’UEuphorbia pulcherrima (stella di Natale), con le sue rosse foglie, è frequentemente presente nelle case durante i periodi natalizi. Tutte le specie di euforbia hanno in comune una linfa velenosa di consistenza simile al latte, che si trova nelle loro foglie e nei loro gambi e che può causare disturbi veramente gravi. Se la linfa viene a contatto con la vostra pelle, questa si potrebbe irritare per coprirsi in seguito di vesciche e, se siete tanto incoscienti da masticare un pezzo di foglia o di gambo, la linfa può procurarvi seri problemi intestinali.

L‘oleandro, è assolutamente mortale. Ogni singolo pezzetto della pianta è velenoso ed anche un’unica foglia può risultare fatale se viene inghiottita. Anche i gambi dell’oleandro vengono talvolta usati come spiedi per il barbecue, dato che sono robusti e lisci, tuttavia con conseguenze mortali perché la linfa si mescola ai cibi anche per effetto del calore. Il veleno in essa contenuto agisce abbastanza rapidamente ed entro poche ore può causare vertigini, sonnolenza, gastroenterite, vomito, dolore allo stomaco e tachicardia; se non si interviene subito, seguono difficoltà di respirazione, diminuzione delle pulsazioni, coma e morte entro ventiquattro ore!

Anche la Fatsia japonica (più comunemente conosciuta come Aralia)  può ingannare per il suo aspetto elegante e innocuo, ma è veramente tossica in tutte le sue parti. I semi sono eccezionalmente velenosi: anche solo due di essi possono essere letali. La tossina della pianta è una delle sostanze più velenose che si conoscano. L’avvelenamento si manifesta con alcuni sintomi: dolori allo stomaco, diarrea, gastroenterite e una diffusa diminuzione del tono muscolare e del ritmo del cuore. I più importanti organi, come i reni e il fegato, possono essere seriamente danneggiati: subentrano anche gravi emorragie interne che portano in breve alla morte.

Quindi se avete il minimo sospetto di avvelenamento chiamate immediatamente il medico.

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