Piante grasse, tutto ciò che c’è da sapere iniziando dal terreno più adatto

di Roberta 1

piante grasse

Cominciamo col dire che le piante comune­mente chiamate grasse in realtà non lo so­no affatto (esse contengono infatti la minor percentuale di grassi di tutte le specie che compongono il regno vegetale); più esatta­mente dovrebbero essere definite «succu­lente» a indicare la natura carnosa dei loro tessuti.

Questo gruppo di piante, che continueremo a chiamare «grasse» per comodità, com­prende numerose specie appartenenti a fa­miglie diverse, ma con una caratteristica in comune; sono tutte piante «xeròfite» ossia adatte a vivere in ambienti aridi e caldi, ric­chi di luce. La sopravvivenza di questi esem­plari è resa possibile dalia loro struttura «spugnosa» per mezzo della quale assorbono una grande quantità di acqua che rie­scono a conservare a lungo limitando la traspirazione. Infatti le foglie (scientificamente chiamate «cladodi» o «fillocladi»), cioè gli organi che permettono la traspirazione, nelle piante grasse hanno una superficie mol­to ridotta o, addirittura, sono trasformate in spine.

L’adatta composizione del terriccio è il pre­supposto indispensabile alla conservazione e allo sviluppo delle piante grasse; infatti, se esso comprende in dose esatta tutti gli ele­menti necessari, queste specie si sviluppano normalmente; inoltre, se la terra ha il giusto grado di permeabilità anche il dosaggio del­le annaffiature diviene meno problematico. In genere, per ottenere ottimi risultati, si consiglia di coltivare le piante grasse in un terreno composto di: 2/5 di terra d’erica stagionata e ben setac­ciata; 2/5 di sabbia di fiume accuratamente lavata; 1/5 di polvere di calcinaccio. Alla polvere di calcinaccio si può, eventual­mente, unire anche un po’ di polvere di carbone vegetale che serve ad evitare i fe­nomeni di fermentazione o il formarsi di muffe.

Sul fondo dei vasi o nelle buche di impianto è sempre bene porre uno strato di ghiaia mescolata a calcinacci, per favorire il de­flusso dell’acqua eccedente, che, se ristagnas­se, farebbe molto rapidamente marcire la pianta.

Nei climi molto caldi, (specialmente per le cactacee coltivate in piena terra), da giugno a settembre giova porre una pacciamatura di torba per rallentare il ritmo dell’evapora­zione e far sì che i tessuti delle piante man­tengano elasticità e turgore anche senza ri­cevere troppa acqua, cosa che in un primo tempo provoca sempre uno straordinario ri­goglio, ma in seguito può arrecare danni anche molto gravi.

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  • Amabilia

    Gentili Signori,
    io ho problemi di passaggio. Vorrei eliminare la superficie terrosa, rimpire con della ghiaia e, per abbellire, spargere i semi delle varie piante grasse adatte per lo scopo.
    Se seminate, sono lente a crescere?
    Viviamo nell’Oltre Po Pavese. Il terreno è troppo argilloso (anche per quello vorrei diminuire la superficie con della chiaia, sassi e fiorini RESISTENTI e PERENNI (le p. grasse hanno queste caratteristiche?
    Grazie della vostra attenzione
    Amy