Semina all’aperto
La semina può essere effettuata in due modi: all’aperto o in lettorino.
Oggi esamineremo quella all’aperto e, nel mio post di domani, troverete quella in lettorino.
La semina all’aperto.
Anzitutto, è indispensabile che il terreno non presenti la minima traccia di gelo, sia soffice e tiepido al tatto, tanto da poter essere lavorato con facilità.
Prima di seminare è necessario dissodare e livellare il terreno, ripulendolo da sassi, radici, scorie, e annaffiarlo leggermente. Quindi, se si vuole ottenere una piantagione in file parallele o a scacchiera, si tracciano piccoli solchi e si depongono i semi nel fossetto così ottenuto. La semina può essere fatta anche in buchette oppure a spaglio, ossia lanciando la semente a manciate perché ricada al suolo spargendosi in modo regolare.
In genere i semi dovrebbero essere ricoperti da un leggero strato di terra, ma esistono alcune eccezioni o particolari sistemi di interramento di cui abbiamo già parlato nell’articolo “Semi, caratteristiche generali e modo corretto per seminarli” di ieri.
Depositati i semi, è bene dare una assestatina al terreno, battendolo di piatto con un badile o una paletta (nel caso in cui la semina avvenga in vasi o in cassette). Quindi si annaffi leggermente usando un irroratore o un comune annaffiatoio munito dell’apposito supporto bucherellato per evitare che l’acqua, ricadendo in modo violento possa smuovere la terra e disperdere i semi.
A questo punto è necessario proteggere le superfici appena seminate dagli animali domestici, come cani e gatti, e dagli uccelli, voraci divoratori di semi di ogni specie.
Esistono parecchi accorgimenti proposti dai cataloghi dei vivaisti: lamelle di alluminio che brillano al sole, spaventapasseri in formato ridotto o in plastica luccicante, reticelle di nailon da stendere sulle aiuole o sui vasi ecc.
Bisogna anche far attenzione, nei giorni immediatamente seguenti la semina, all’andamento climatico; se dovessero preannunciarsi nottate molte fredde è necessario provvedere subito alla copertura dei tratti seminati con un foglio di plastica oppure semplicemente con carta di giornale.
I semi così interrati e protetti danno rapidamente origine a piantine che, raggiunta la altezza di 4-5 cm, si possono diradare eliminando quelle in eccedenza, soprattutto se deboli o mal formate. Dopo un certo periodo, quando cioè le piantine hanno raggiunto l’altezza di 10-12 cm, si possono trapiantare a dimora; il trapianto va eseguito sempre al tramonto o in giornate fresche.
Dopo il trapianto i giovani esemplari devono essere annaffiati leggermente. Se il trapianto si esegue in primavera, devono essere protetti per qualche giorno dai raggi solari. Questa protezione si ottiene facilmente stendendo sui vasi e aiuole dei fogli di carta non troppo pesante (quella dei giornali va brnissimo).
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[...] «tunnel» in plastica che sono addirittura preziosi per conservare in vita le piantine seminate in autunno, le erbe aromatiche, le verdure [...]
[...] anche per il giardino quanto abbiamo suggerito parlando del balcone: è possibile seminare le specie annuali o perenni da fiore e anche mettere a dimora arbusti e alberi purché si sia [...]
[...] climi favorevoli o in letto caldo si può già iniziare la semina di sedani, melanzane, peperoni, pomodori, ravanelli e spinaci. A dimora, in terra esposta al sole, [...]
[...] ageratum, petunie, tagete, viole del pensiero, astri, zinnie, bocche di leone e così via. Questa semina consente di poter disporre con tempestività di esemplari per le prime piantagioni [...]
[...] normale da giardino, in pieno sole, annaffiando in modo abbondante due volte la settimana. Si semina in [...]
[...] poco; la semina si effettua in primavera. Sconsigliabile la coltura in vaso. Serve per preparare un infuso [...]