Fioriture estive: il Cotino

Il Cotino (Cotinus coggygria) – noto anche come albero della nebbia – è un arbusto appartenente alla famiglia delle Anacardiacee ed originario dell’Europa. Ha portamento eretto e chioma disordinata, con foglie dalla forma ovale e dal colore verde brillante. Alcune specie sono molto particolari, poiché presentano un fogliame rosso, marrone o giallo, colori che rendono spettacolare l’aspetto della pianta. I piccoli fiori gialli fanno la propria comparsa nel periodo estivo, lasciando poi il posto a frutti stravaganti, costituiti da una drupa scura circondata da una peluria rosata molto appariscente.

Solitamente il Cotino viene utilizzato nella decorazione di parchi e giardini pubblici, ma non è poi così difficile trovarlo nei giardini privati, dove regala spettacoli diversi per ogni stagione dell’anno. Non richiede cure particolari e si adatta perfettamente a qualunque ambiente, come potete leggere nella scheda che segue.

La potatura verde degli alberi da frutto

In questo periodo il frutteto domestico ha bisogno di essere seguito con attenzione; ieri vi abbiamo illustrato come difendere gli agrumi dagli attacchi di cocciniglia, oggi vi spieghiamo l’importanza della potatura verde degli alberi da frutto.

La potatura verde non deve essere confusa con la normale potatura invernale o primaverile che va a toccare la struttura della pianta, in quanto, quella che va effettuata in questo periodo, è una pratica che serve ad esporre i fiori ombreggiati al sole in modo da favorire la maturazione, e che, per questo, deve essere leggera.

In questo periodo, la potatura verde è da praticare sugli alberi di pesco, sui ciliegi, sugli agrumi e sull’actinidia, e in ogni caso non deve essere mai eccessiva né scoprire troppo il tronco o i rami che, altrimenti, potrebbero bruciarsi a causa del sole estivo.

Le cure estive per le rose

Per le rose, le temperature elevate, soprattutto se accompagnate dalla carenza d’acqua, sono piuttosto nocive, in quanto possono provocare addirittura un blocco della fioritura e la riduzione dello sviluppo vegetativo. In questo periodo, quindi, possono essere effettuati degli interventi mirati per cercare di ridurre gli effetti negativi del caldo di questi mesi.

Innanzi tutto, bisogna lavorare il terreno, zappando la crosta superficiale in modo da far confluire all’interno più acqua e ossigeno, ma anche per togliere le erbe infestanti estive che si formano alla base e che sono molto dannose, in quanto gli sottraggono l’acqua presente nel terreno.

Nelle ore più fresche della giornata bagnate regolarmente il terreno, in modo da mantenere un buona idratazione e prevenire i colpi di calore che potrebbero compromettere la salute delle vostre rose; le irrigazioni devono avvenire con un tubo di gomma che permetta lo scorrimento dell’acqua direttamente sul terreno nella zona delle radici; evitare di annaffiare le foglie per evitare che si sviluppino malattie fungine.

Impatiens, malattie e avversità

impatiens malattie

Se non vengono coltivate in condizioni ottimali anche le Impatiens sono facilmente soggette all’attacco di parassiti e all’insorgenza di malattie. Le stagioni in cui è più probabile che si ammalino sono l’autunno e la primavera a causa della elevata umidità ambientale che le caratterizza, mentre le avversità più comuni sono l’oidio (mal bianco), i marciumi radicali e l’attacco di insetti come gli afidi (i pidocchi delle piante).

Impatiens, oidio o mal bianco

Il mal bianco è una malattia fungina che attacca le foglie, i fusti e, talvolta, i fiori della pianta che risultano ricoperti da una patina biancastra e polverosa; la malattia causa un disseccamento progressivo di tutte le strutture della pianta e quindi la conduce alla morte. Se ci si accorge in tempo dell’infezione è possibile fare un tentativo di salvataggio eliminando le parti malate e distribuendo su quelle rimaste un prodotto specifico a base di zolfo bagnabile. Questo però andrà utilizzato con molta cautela perchè le Impatiens hanno dei fusti molto teneri che potrebbero ustionarsi al contatto con lo zolfo.

Fioriture estive: il Geranio imperiale

Il Geranio imperiale (Pelargonium grandiflorum) è una pianta appartenente alla famiglia delle Geraniacee ed originaria dell’Africa australe, molto diffusa in tutte le zone a clima temperato del Pianeta. Rispetto ad altri esemplari della stessa famiglia, è caratterizzato da fusti più sottili e da foglie con margine dentellato. I fiori sono di grandi dimensioni e presentano colorazioni che vanno dal bianco al rosa, dal lilla al rosso, con grandi macchie scure al centro.

E’ una pianta che si adatta perfettamente alla coltivazione in vaso, ma che può anche essere posta a dimora per decorare bordure ed aiuole nella stagione più calda dell’anno, purché le venga assicurato uno spazio sufficiente alla crescita. Nel momento dell’impianto, dunque, sarà opportuno distanziare le piante ed attendere che riempiano l’ambiente con una cascata di foglie e di fiori. La coltivazione è abbastanza semplice e non richiede abilità degne di un giardiniere professionista. Per maggiori informazioni, date un’occhiata alla scheda dopo il salto.

Come difendere gli agrumi dalla cocciniglia

Se nel vostro frutteto domestico sono presenti degli alberi di agrumi, fate attenzione agli attacchi della cocciniglia, che in questo periodo sono molto frequenti. La cocciniglia è un piccolo insetto che si nutre della linfa contenuta nelle piante e che nei mesi estivi è particolarmente attiva. Generalmente, la cocciniglia infesta le piante in primavera, anche se solo all’inizio dell’autunno sono evidenti le i danni che hanno prodotto, ovvero quando gli interventi di difesa sono quasi inutili; ecco perché è necessario intervenire già da adesso.

Esistono due tipi di cocciniglia che possono attaccate le piante di agrumi: la cocciniglia cotonosa, che attacca la zona nella quale il frutto si innesta sul ramo, indebolendolo e provocando la caduta del frutto stesso quando non è ancora maturo, e la cocciniglia a virgola, che infesta soprattutto i limoni e che colpisce foglie e frutti che si riempono di macchie. 

Evitare e contenere i danni provocati dalle infestazioni di cocciniglia è possibile, basta adottare alcuni accorgimenti; innanzi tutto è buona norma diradare le piante in modo da far circolare l’aria all’interno della chioma, e poi evitate di fornire al vostro albero da frutto dosi eccessive di concime azotato.

Camelie, come coltivarle in giardino

camelia in giardinoLa camelia può essere coltivata sia in vaso, in balconi e terrazze, che in piena terra in giardino; in quest’ultimo caso può fungere da elemento di arredo o essere usata per la creazione di siepi fiorite. Più precisamente, mentre le camelie di dimensioni medio-grandi, quelle che, per intenderci, superano i due metri di altezza, sono più adatte a riempire spazi vuoti o a fare da ornamento a grandi alberi, le specie arbustive si prestano meglio alla creazione di barriere floreali, sole o abbinate ad altre arbustive come rododendri, azalee e rosmarino.

Il momento migliore per piantare le camelie in giardino è l’inizio dell’autunno o della primavera. Dal momento che si tratta di una pianta acidofila, il terreno dovrà avere un ph compreso tra 5 e 6.5 ed essere soffice, ben drenato e ricco di sostanza organica. L’esposizione dovrà essere luminosa ma non al sole diretto, motivo per cui, come accennato, le camelie trovano la propria collocazione ideale all’ombra di grandi alberi. Un bagno di sole troppo intenso causerebbe infatti delle vere e proprie ustioni su foglie e fiori impedendo alla pianta di mostrare tutto il proprio splendore.

Fioriture estive: l’Agnocasto

L’Agnocasto (Vitex agnus castus) è una pianta arbustiva originaria dell’Europa e dell’Asia ed appartenente alla famiglia delle Verbenacee. E’ caratterizzato da fusti sottili e ramificati, che portano foglie palmate e peduncolate, di colore verde scuro o grigio sulla pagina superiore e biancastro su quella inferiore. I fiori sono riuniti in pannocchie di colore azzurro o violetto (più raramente bianco o porpora) e fanno la propria comparsa nel periodo estivo, per mantenersi poi fino ai primi rigori dell’autunno. I frutti sono tondeggianti e contengono numerosi semi scuri.

Generalmente l’Agnocasto cresce allo stato spontaneo, specie lungo i corsi d’acqua, ma è molto diffusa anche la sua coltivazione domestica nella decorazione di parchi, viali e giardini. In medicina ed in erboristeria gli vengono riconosciute delle proprietà calmanti, antispasmodiche ed anafrodisiache.

Impatiens, la moltiplicazione per talea

impatiens talea

Come abbiamo già visto, le Impatiens, note anche con il nome comune di piante di vetro, possono essere sdoppiate sia per semina (in questo caso si parla di riproduzione) che per talea (si parla in questo caso di moltiplicazione). Della riproduzione per seme vi abbiamo già detto, oggi quindi vedremo come si procede con la moltiplicazione per talea di fusto.

Impatiens, moltiplicazione per talea

La moltiplicazione per talea è indicata per sdoppiare gli ibridi e ottenere nuovi esemplari assolutamente identici alla pianta madre; questa tecnica può tornare utile quando le Impatiens sopravvivono diversi anni e perdono, col tempo, il proprio portamento compatto assumendo un aspetto disordinato che le priva della loro bellezza. Il metodo migliore per moltiplicare le Impatiens è la talea di fusto che consiste nel prelevare dalla pianta madre alcuni germogli.

Tipi di felce: il Polystichum

Il Polystichum è una magnifica felce appartenente alla famiglia delle Polypodiacee ed originaria dell’Europa e dell’Asia, molto diffusa allo stato spontaneo nei boschi e nei luoghi paricolarmente ombreggiati. La sua collocazione ideale è infatti nel sottobosco, ma non è detto che non possa essere coltivata in giardino o addirittura in vaso, all’interno delle mura domestiche, dove regalerà il meglio della sua bellezza per tutto l’anno.

Esistono numerose specie di questa felce, una più spettacolare dell’altra, tra le quali ricordiamo il Polystichum acrostichoides (coltivato per lo più all’aperto e capace di raggiungere il metro di altezza ed i 60 centimetri di diametro), il Polystichum falcatum (molto ornamentale e coltivato per lo più in appartamento) ed il Polystichum munitum (adatto alla coltivazione in giardino, dove formerà dei cespugli molto caratteristici).

Begonie, moltiplicazione per talea

begonia elatior talea

Le begonie sono piante piuttosto facili da moltiplicare poichè caratterizzate da una spiccata capacità a produrre nuovi esemplari a partire da porzioni di una pianta madre. La moltiplicazione della begonia può avvenire per talea apicale, per talea da foglia (o da porzioni di foglia) e per divisione da tubero o da rizoma.

Qualunque sia la tecnica di moltiplicazione scelta, abbiate cura di prelevare le talee esclusivamente da piante madri sane per non trasmettere eventuali malattie alle nuove piante. Per lo stesso motivo usate sempre attrezzi da giardino ben puliti e disinfettati. Vediamo adesso come si moltiplicano le begonie per talea, mentre ci occuperemo in seguito della moltiplicazione delle begonie per divisione di tubero o rizoma.

Begonia, moltiplicazione per talea apicale

La talea apicale è una tecnica di moltiplicazione particolarmente adatta per le specie arbustive. Si pratica in primavera o all’inizio dell’estate prelevando dagli steli più giovani talee lunghe 6-8 centimetri con almeno due nodi (i punti di intersezione delle foglie sul ramo). Il taglio va praticato proprio sotto il nodo e le foglie a livello di questo vanno eliminate, così come eventuali fiori o gemme.

Fioriture estive: la Vallota

La Vallota è una pianta bulbosa sempreverde appartenente alla famiglia delle Amaryllidacee ed originaria dell’Africa. E’ caratterizzata da foglie lunghe e nastriformi di colore verde intenso e da fiori imbutiformi di colore rosso (alcune varietà presentano anche colorazioni bianco, arancio o rosa), che restano per diverse settimane a far bella mostra di sé sui lunghi steli.

La particolarità della pianta è data dalla splendida fioritura, ma spesso la Vallota viene coltivata anche per la bellezza del suo fogliame che persiste tutto l’anno, offrendo uno spettacolo di verde molto caratteristico. Si può coltivare anche in piena terra, ma di solito si preferisce l’allevamento in vaso, così da poterla spostare in casa nel periodo più freddo dell’anno.