Gli afidi, ovvero i pidocchi delle piante

di Daniela 28

afidi

Chi si occupa di giardinaggio o possiede delle piante, almeno una volta si sarà imbattuto negli afidi, dei piccoli insetti lunghi pochi millimetri conosciuti anche con il nome di pidocchi delle piante. Gli afidi attaccano le piante tramite il loro apparato boccale, che essendo molto pungente, è in grado di perforare la superficie delle foglie, dei rami sottili e dei germogli, e di succhiare, così, la loro linfa.

Le piante “preferite” degli afidi sono quelle ornamentali, quelle orticole, le rose e anche il tabacco, ma possono attaccare tutte le piante coltivate. Come la maggior parte dei parassiti delle piante, anche gli afidi si annidano nelle parti più tenere, creando spesso danni molto importanti, non tanto per l’azione di un singolo afide, quanto perchè, quando attaccano decidono di farlo in branco e le loro colonie sono molto numerose, dato che le generazioni annuali di afidi sono due o tre e composte da diversi esemplari.

Quando gli afidi si annidano nelle piante e ne succhiano la linfa, emettono un liquido zuccherino chiamato melata, che fa diventare il vegetale il terreno ideale per la nascita dei funghi, in particolar modo delle fumaggini, che oltre a rovinare la bellezza della pianta, ne minano la salute.

Ma non solo; la melata attira anche altri insetti, come formiche e api, esponendo, così, la pianta ad ulteriori rischi. Gli attacchi degli afidi si possono combattere con degli insetticidi appositi, e si deve intervenire ad infestazione già iniziata.

Se non si vogliono usare gli insetticidi, come nel caso dell’agricoltura biologica, gli afidi si possono combattere intromettendo i loro predatori naturali, come le coccinelle o le piccole vespe. Le specie di afidi più diffuse sono quelle verdi del tabacco e del pesco, quelle delle rose, quelle dei cipressi e delle conifere in genere, quelle dei piselli e gli afidi neri che attaccano l’arancio.

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